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SFUMATURE PER GESU'
Piccole cose: piccoli atti: piccole sofferenze da offrire con gioia; il vero modo di amare Gesù, di piacergli. Sono i doni più graditi, i fiorellini più profumati, i regali meno vistosi, più costosi, meno pericolosi per l'amor proprio. Anche da un punto di vista umano, sono mezzi efficacissimi per allenare la volontà, rassodare il carattere.
Mortificazione della lingua.
Parlare piano.
Rispondere dolcemente.
Ridere discretamente senza alzare la voce.
Evitare parole inutili, superflue, non necessarie.
Dare qualche istante di ricreazione, conversazione, occupazione a Gesù con qualche giaculatoria.
Non parlare in tempo di silenzio, (eccetto per motivi di obbedienza, di carità; in Chiesa il silenzio è doveroso).
Non dire mai «Finiscila!» - «Sta un pò attento!» e simili, con quel fare autoritario e impaziente che ferisce gli altri e nuoce a noi.
Incontrando una persona, evitare una conversazione inutile, (purché la carità non lo esiga) e salutare invece il suo Angelo Custode con un «Angele Dei».
Mortificazione del corpo.
Compostezza anche soli.
Stare seduto compostamente.
Non tenere gambe a cavallo.
Non tenere i piedi incrociati.
Non tener senza necessità mani in tasca.
Ricercare, talora, posizioni meno comode.
A letto, tenere le mani giunte, o intrecciate alla corona.
Non appoggiarsi, per qualche tempo, stando in ginocchio in preghiera.
Far bene, adagio, compostamente il segno di croce, inchini, genuflessioni.
Nè mettere, nè lasciarsi mettere mani addosso, sia pure innocentemente: lo esige anche una buona norma di civile educazione.
Alzarsi da letto prontamente, all'ora stabilita, dopo il giusto riposo, senza indulgere alla poltroneria un attimo di più. Il buon andamento della giornata dipende, più che non si creda, da un inizio pronto e fervoroso.
Mortificazione della volontà.
Non correre per la casa.
Sorridere, specie quando costa.
Essere sempre sorridenti, spargere serenità.
Raccattare da terra un filo, un minuzzolo di carta.
Posare oggetti delicatamente senza fare strepito.
Ritornare indietro a chiudere una porta lasciata aperta.
Nei momenti di eccitazione, attendere, non prendere provvedimenti.
Non avere precipitazione nelle cose, agire sempre con calma.
Mettere tutta la violenza per essere dolci (essere energici con se stessi, onde agire misuratamente con gli altri).
Combattere per non combattere. (Contro se stessi, senza impazienze, però, così da dominarsi nel trattare col prossimo).
Non sognare situazioni irraggiungibili.
Abbandonare con generosità un puntiglio.
Non evitare lo sguardo di una persona antipatica.
Stare tranquilli ove la Provvidenza e l'obbedienza ci vogliono.
Compiere un atto di gentilezza proprio quando non se ne ha voglia.
Non sognare situazioni, altre case, altri luoghi, in cui ci sembra che faremmo meglio.
Nell'eccitazione di una discussione, rifugiarsi in un'«Ave», in una invocazione, in una giaculatoria.
Mortificazione della curiosità.
Trattenere la curiosità.
Rinunciare a sentir narrare un fatto.
Rinunciare ad una notizia che ci potrebbe interessare.
Rinunciare a vedere un libro, una figura, uno spettacolo.
Attendere alquanto a leggere un libro, un giornale, una lettera desiderata.
Mortificazione della gola.
Non condire un cibo poco salato.
Attendere a prendere una bevanda.
Mangiare adagio un cibo meno gustoso.
Rinunciare ad un rinfresco durante i calori estivi.
Non bere o non mangiare negli intervalli tra un pasto e l'altro.
Attendere a mangiare il pane fresco, o a bere, dopo la minestra.
Mangiare convenientemente: non gustare troppo, non precipitare ingordamente: non saziarsi completamente, né privarsi dei necessario sostentamento.
Sacrificare una ghiottoneria, una bibita (per uomini: sacrificare il fumo, una presa di tabacco).
Mortificazioni dell'amor proprio.
Evitare le lodi.
Evitare di lodarsi.
Evitare giustificazioni.
Sopportare pazientemente noi stessi.
Mancando dopo saldi propositi, non sfiduciarsi, ma ricominciare.
Sforzarci di capire che possono aver ragione coloro che ci mostrano antipatia.
Dissimulare e sopportare le altrui ingiustificate manifestazioni di antipatia.
Mortificazioni della vanità.
Non specchiarsi senza necessità.
Non truccarsi mai, per nessun motivo.
Sacrificare un'acconciatura; un nastro, un ninnolo, un pò di cipria.
Vestire sempre cristianamente, pensando alla Madonna ed alle Sante.
Mantenendo l'eleganza, secondo il proprio stato, non lasciarsi trascinare dalla moda.
Sfumature di carità.
Rendere servizi mai noti.
Essere sinceri e sopportare la falsità altrui.
Far da paciere, soprattutto all'insaputa dei beneficati.
Rendere servigio dando l'impressione di essere noi i beneficati.
Sopportare la convivenza con le persone antipatiche, pesanti, noiose, ributtanti.
Non annoiarsi.
Interessarsi a tutto.
Evitare una maldicenza.
Dissimulare un cattivo tratto.
Compatire, compatire, compatire.
Trangugiare l'ingratitudine altrui.
Dimenticare, dimenticare, dimenticare.
Domandare un piacere onde far piacere.
Metterci nei panni degli altri, nell'altrui punto di vista.
Dire una parola di scusa per chi ha sbagliato.
Lasciar cadere una parola dura, uno sguardo ironico.
Sopportare con calma una conversazione noiosa ed importuna.
Lasciare agli altri l'ultima parola ..... specie dopo una discussione ..... specie quando abbiamo certamente ragione.....
Cercare i motivi possibili per iscusare o interpetrare bene un'azione del prossimo non buona, o che apparisca tale.
Sopportare uno sguardo ironico, rispondendo con un sorriso chiaro, limpido, senza sottintesi, ad uno sguardo che ci ferisce.
Cedere agli altri il «diritto d'autore» di una barzelletta, di un fatto, di una trovata, di una notizia che noi abbiamo donato per primi.
Puntualità.
Massima precisione e puntualità in tutto.
Mettere tutto il tempo destinato ad un dato lavoro fino all'ultimo momento.
Troncare qualsiasi lettura, atto, lavoro, ricreazione, alla voce del dovere, dell'ubbidienza, della carità.
Le sofferenze squisite.
Cadere nel ridicolo.
Sopportare lo scherno altrui.
Non essere amato.
Non essere valorizzato.
Fare lavori inutili.
Non essere creduti.
Vivere nell'oscurità.
Vivere nel buio spirituale.
Lavorare molto, e combinare poco o nulla.
Non vedere il risultato del proprio lavoro.
Lavorare e vederci rubato il risultato da altri.
Essere trascurati, dimenticati, messi da parte.
Vederci compatiti da persone che fanno compassione.
Vederci scavalcati, raggirati.
Perdere tempo senza colpa nei contrattempi.
Valere in un genere e dover lavorare in un altro.
Essere fraintesi, male interpretati, male giudicati.
Essere cagionevoli di salute ed avere un aspetto buono.
Rinunciare al desiderio di lavori che non potremo fare più.
Vivere in mezzo ad inconvenienti e tacere per tema di peggio.
Avere superiori che danno ordini contradditorii, che hanno linea indecisa.
Avere un temperamento ardente ed essere condannati all'inazione.
Sentirci oppressi dal peso della superiorità di una persona fatua o mediocre.
Vedere sottolineati e notati i nostri difetti, le malefatte, mai le virtù, e ciò che è riuscito bene. Essere indecisi, incerti sulle vie spirituali, sul da farsi nelle cose materiali.
Vedersi dettare lezioni di umiltà, di carità da chi non è affatto umile, caritatevole e ringraziare umilmente.
Vedere una persona che sta manovrando per venire al nostro posto, e dissimulare, lasciar fare, rimettersi a Dio.
Non essere compresi..... specie da persone care...... cui abbiamo fatto del bene ..... anche da superiori, direttori spirituali.
Sentirsi un pò bene e un pò male, e tirare innanzi; talvolta farebbe quasi più piacere e più comodo una malattia definita.
Essere stanchi, non poterne più, e trascinarsi ugualmente, esteriormente sereni.
Aver seminato bene e raccogliere ingratitudine.
Ecco una serra di fiorellini magnifici da scegliere lungo il giorno, per offrirne a Gesù e alle anime, un bel mazzolino quotidiano; e offrirlo con gioia, senza rendere la vita una preoccupazione affaticante, ma serenamente donando, pel gusto veramente sostanzioso di "regalare" a un Amore che, Unico, può valorizzare tutti i doni all'infinito e contraccambiare con una generosità regalmente divina!
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